quadro con Giuseppe Garibaldi a cavallo

Le sorgenti termali di Rapolano erano certamente già note per le loro proprietà terapeutiche agli antichi Romani, grandi estimatori dei benefici delle terme. La loro passione per questi luoghi è testimoniata da un passo dello storico latino Plinio il Vecchio nella sua Storia Naturale in cui viene citata una località termale identificata con l’attuale Rapolano Terme.

Grande è comunque la fioritura di questo centro termale a partire dal ‘300, quando gli autori che si occupano dei bagni termali lo citano costantemente tra le località termali più notevoli del senese.
Le virtù terapeutiche di Rapolano sono confermate nel tempo dal passaggio di personaggi illustri, venuti qui a scopi curativi: fra tutti, merita ricordare come Giuseppe Garibaldi utilizzò le terme di Rapolano per ristorare la celebre ferita sofferta in Aspromonte. 
L’11  Agosto del 1867, l’Eroe dei due Mondi giunse a Siena accolto con grande calore e fu ospitato da Pietro Leopoldo Buoninsegni nella sua villa di Poggio Santa Cecilia. Garibaldi arrivò a Rapolano il 13 agosto del 1867 per curare i postumi della ferita riportata nella battaglia di Aspromonte. Durante la sua permanenza a Poggio Santa Cecilia, ogni mattina, si recava ai bagni dell’Antica Querciolaia di Rapolano dove le cure gli avevano giovato molto. Era stato così bene che in una lettera diretta all’amico Dr. Barni scrisse: “I bagni di Rapolano mi hanno tolto un resto d’incomodo al piede sinistro, e l’effetto ne fu istantaneo; ciocché mi dà buona opinione di questi bagni, che penso di continuare per alcuni giorni. Se siccome ottenni la cessazione dei dolori potessi acquistare un po’ più d’elasticità, io mi troverei forte come prima. Vostro Giuseppe Garibaldi”.

Sopra la porta d’ingresso dello stabilimento termale fu posta una lapide per ricordare il soggiorno di questo ospite illustre ed oggi, in ricordo di questo passaggio, le Terme Antica Querciolaia hanno collocato una statua di Garibaldi nella parte storica delle Terme.