centro storico di Serre di Rapolano

Oltre ai due stabilimenti termali, Rapolano Terme presenta delle bellezze naturalistiche e archeologiche uniche nel loro genere.

RISCOPRIRE IL PASSATO A CAMPO MURI
A poca distanza dalla Terme di San Giovanni si trova il sito archeologico di Campo Muri, con i resti di un insediamento di età etrusca e romana. Qui si trova una buca votiva denominata Buca delle Fate dove si celebrava il culto delle acque termali, alle quali veniva attribuita un'importanza sacra oltre che salutare e terapeutica.  Gli scavi hanno anche portato alla luce un'ampia piscina termale, con uno stupendo pavimento in lastre di travertino. Inoltre sono stati trovati bronzetti figurati, frammenti di armille, monete fuse in bronzo e un piccolo padiglione di orecchio in bronzo che attesta la funzione salutare delle acque rapolanesi per la cura delle malattie otoiatriche già in antico. Il complesso può essere datato tra la metà del I secolo a.C. e gli inizi del I d.C.

 
LA MAGIA DI SERRE DI RAPOLANO
A circa cinque chilometri da Rapolano Terme troviamo Serre di Rapolano, frazione di Rapolano, ma comune autonomo fino al 1777. Il borgo di Serre si appoggia ad un colle che domina la valle e fu utilizzato dai nobili senesi come castello fortificato a guardia dei terreni agricoli sottostanti.
La parte più alta del paese, il Cassero, vede i due edifici più importanti l'uno di fronte all'altro: il Castello  e la Chiesa di San Lorenzo.  Rimane fuori dall'intreccio tortuoso di viuzze del centro storico la Chiesa di Sant'Andreino, la più antica del paese, bell'esempio di stile romanico.
Nel centro storico della frazione di Serre di Rapolano possiamo trovare il Museo dell’Antica Grancia. Si tratta di un patrimonio storico-culturale molto importante che rappresentava il centro di produzione agraria locale capace di assicurare parte dei beni alimentari per l’ospedale senese.
Non lontano anche il Borgo di  Modanella con un castello medievale, oggi trasformato in fattoria e agriturismo, e il Borgo di Santa Cecilia dove nell'agosto 1867 soggiornò Giuseppe Garibaldi mentre "della ferita di Aspromonte mitigava gli spasimi" grazie agli effetti benefici delle acque termali.